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Il Perlato del Bosco Rosso di Tua Rita

Salvatore Marsillo
Dal n.133 di
Fotografia

Antico centro etrusco, il territorio della Val di Cornia è localizzato all’interno della Maremma, nell’estremo lembo meridionale della Provincia di Livorno, ed è delimitato dal corso del fiume Cornia. Nella valle, che a est è incorniciata dalle Colline Metallifere, da sempre abbondano gli oliveti, soprattutto di Leccino, Moraiolo, Frantoio e Pendolino, e i vigneti, in particolare nella zona di Notri e San Lorenzo. A partire dagli anni ’80 la produzione vitivinicola, sulla scia dell’exploit di Bolgheri, ha assunto connotazioni sempre maggiori che l’hanno portata a non sfigurare con altre realtà della regione ben più blasonate. Insieme ad aziende come Petra e Gualdo del Re, a guidare la volata di questa piccola rivoluzione anche la cantina Tua Rita, situata nell’areale di Suvereto. Rita Tua e suo marito Virgilio Bisti, che l’hanno fondata nel 1984, erano mossi dal desiderio di andare oltre la tradizione enologica locale monopolizzata dal Trebbiano e dal Sangiovese; per questo nel 1988 hanno popolato il vigneto aziendale con barbatelle di Chardonnay, Riesling, Traminer, Merlot, Cabernet Sauvignon e Franc con sesti di impianto fitti, condotti in modo da mantenere basse le rese. Il nuovo corso è stato inaugurato con la produzione di un classico taglio bordolese chiamato Giusto di Notri in onore del santo patrono di Suvereto; nel 1994, quasi per gioco, alcune barrique di Merlot destinate all’uvaggio di questo vino sono state messe da parte per creare un’etichetta monovitigno, il Redigaffi. È nato così uno dei Merlot più acclamati al mondo, che all’altissima valenza qualitativa affianca un’etichetta iconica dipinta dal pittore toscano Raffaele De Rosa. Gli anni 2000 hanno visto la nuova, modernissima cantina e la progressiva conversione al Biologico; attualmente l’azienda si estende su una superficie di 32 ettari, 20 dei quali vitati, su terreni argillosi e limosi con una presenza medio-alta di scheletro.

A completare il ventaglio dei prodotti della tenuta, il Perlato del Bosco nella versione Bianco (a base di Vermentino, Ansonica e Trebbiano in parti uguali) e Rosso. Quest’ultimo a seconda delle annate vede il Sangiovese in purezza oppure in blend col Cabernet Sauvignon, in percentuali variabili (annate dal 2002 al 2010). Nel millesimo 2010, colora il calice di un rubino compatto, poco intellegibile, e satura l’aria con sfumature di macchia mediterranea (bacche di mirto su tutte), viole di Parma, prugne disidratate, fave di cacao, mina di matita e zolla di terra bagnata con pennellate di felce, ortiche ed eucalipto a corolla. Il Perlato del Bosco non lesina sui gradi alcolici (14,5%) ma li smorza con i tannini importanti del Cabernet Sauvignon e del Sangiovese, del tutto integrati, che asciugano il sorso e imprimono nerbo alla beva. L'acidità non appare prorompente ma basta a rendere il palato piacevolmente armonico. Fermentato in vasche di acciaio inox, matura per un anno in barrique usate e in tini troncoconici da 35 hl.

Tua Rita
Loc. Notri, 81
52028 Suvereto (LI)
Tel. 0565 829237
www.tuarita.it
info@tuarita.it

 

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