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Rosa Cruasè

Daniele Liurni
Dal n.129 di
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Cruasè è una crasi formata dalle parole “cru” e “rosé” a cui viene aggiunta la lettera “a” come anello di congiunzione. Cruà in effetti era anche il nome di un tipico vitigno - e dell'omonimo vino - che a cavallo del 1700 era molto diffuso in Oltrepò Pavese. In pochi anni il marchio creato dal Consorzio di Tutela Vini Oltrepò Pavese ha riscosso sempre maggior successo fra gli appassionati pur rimanendo ancora una piccola chicca spumantistica, Cruasè dunque non è solo marketing - per altro ben fatto - ma è sostanza, tecnica e intelligenza a partire dal disciplinare di produzione: minimo 85% di Pinot nero con la specifica di vitigno nella Docg e un affinamento sui lieviti di almeno 24 mesi. Le uve Pinot Nero vengono delicatamente pressate e il mosto rosa che ne fuoriesce viene sapientemente elaborato seguendo tutta la filiera di un Metodo Classico al fine di ottenere uno Spumante Rosé “crudo e naturale”.

Il “progetto Cruasè” nasce nel 2009 e l'azienda Bruno Verdi ne sposa subito la causa: con sede in Canneto Pavese e una storia familiare risalente al XVIII secolo, Paolo Verdi (nella foto sotto), ultima delle sette generazioni e figlio di Bruno, decide di produrre uno dei primi Spumanti Rosé Metodo Classico dell'Oltrepò Pavese, interamente da uve Pinot Nero. Il Brut Cruasè 2009 si presenta di un suadente colore rosa buccia di cipolla, solare e scintillante corredato da un perlage sottilissimo e fine che ci anticipa la succosa cremosità che troveremo al palato; al naso, su una possente base olfattiva di melograno, melone e scorza di agrumi, piccoli tocchi di frutti rossi, lampone e ribes, stuzzicano i ricettori e tengono l’olfazione vivace anche quando si fa più profonda su note di mandorla amara e di mineralità leggermente fumé, poi, lasciando aprire e scaldare un po' il vino arrivano note di panificazione e, a sorpresa, una delicata speziatura di pepe bianco. In bocca, l'attacco è quasi dolce, cremoso, masticabile, ma non troppo femminile, il vino è croccante e vispo, poi arrivano quasi in contemporanea la freschezza e la sapidità a reggere un bel corpo coerente con l'analisi olfattiva, con richiami agli agrumi e ai lamponi, in un finale piacevolmente ammandorlato che chiude un cerchio di piacevolezza notevole. Se fosse possibile paragonare questo vino ad un pezzo musicale verrebbe in mente il Rondò alla Turca, famosissimo terzo movimento della Sonata per pianoforte n.11 del grande Wolfgang Amadeus Mozart, caratterizzato per l'appunto dalla sua vivacità briosa e “frizzante”. E chissà, potrebbe anche essere un buon abbinamento Mozart e Cruasè! Sicuramente lo è, tornando a discorsi più materiali, con un “sashimi” di salmone leggermente affumicato con pepe rosa e composta di kumquat con insalata aromatica.

Bruno Verdi
Via Vergomberra, 5
27044 Canneto Pavese PV
Tel. 0385 88023 
www.brunoverdi.it
info@brunoverdi.it

 

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