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I vini dei nostri Corsi per Sommelier

Daniela Scrobogna
Dal n.122 di
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Abbiamo sempre sostenuto che la qualità effettiva di un vino deve corrispondere a quella percepita dal degustatore. Ma non bisogna dimenticare che è la qualità stessa del degustatore/assaggiatore a sancire quella del vino!

Significa che per poter essere in grado di riconoscere le sue reali peculiarità e qualità, è indispensabile avere a disposizione una gamma di vini che sia la più ampia possibile. Che sia la carrellata panoramica di una serie di tipologie che ci consentano di cogliere in ciascun diverso prodotto tutte quelle sfumature, sensazioni, emozioni (a volte) riconducibili a una precisa classifica di merito.

È per questo motivo, ormai da tanti anni, che ci è sembrato necessario inserire nella Carta dei Vini dei nostri Corsi - di Fondazione Italiana Sommelier - etichette di varia caratura.

Dal più semplice Prosecco Superiore al più blasonato Champagne; dal più fragrante e immediato Oltrepò Pavese fino all’eccelso, irraggiungibile, straordinario Sassicaia.

E nel mezzo tanti altri vini, compagni di corso, di vita e di viaggio, come il Barbaresco di Gaja, ad esempio, l’Amarone di Allegrini, il Cervaro della Sala, il Ben Ryè, lo Château Haut Marbuzet, il San Leonardo, il Franciacorta Annamaria Clementi di Ca’ del Bosco, solo per citarne alcuni. Vini di un tale calibro e così pregiati il cui assaggio non capita di solito a tutti. Ai nostri corsi, invece, incontrare e gustare questi vini-mito fa parte del piano di studi.

Etichette che ci hanno permesso di far crescere e forgiare nella nostra splendida scuola molti, moltissimi ottimi sommelier. Una scuola e un metodo messi a punto in 35 anni di lavoro attento e curato, che ha formato anche molti di quelli che oggi militano in altre associazioni.

Aver puntato, già da anni, con coraggio, su etichette di altissima qualità ci ha dato ragione e soddisfazione nell’assistere a passioni nascenti e amore per questo nostro mondo, a nuovi addetti ai lavori forse fra i più preparati ed entusiasti di questo settore.

Crediamo fermamente che non contino i temi freddamente elencati in un programma didattico, quel che conta è quanto spessore, quanta profondità, quanto questo percorso possa trasmettere la nostra esperienza e far crescere l’aspirante sommelier.

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