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Crotone e Critone

Antonella Pompei
Dal n.115 di
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Chi afferma che Crotone non è una bella città non sa davvero cosa dice. Alzi la mano chi non ha mai  udito questa frase. Crotone fu fondata dai Greci intorno al 710 a.C. (esistono date diverse in merito alla questione ma siamo lì) e certo i Greci erano gente che capiva. La nascita della città avvenne, per precisione, per opera degli Achei provenienti dalla regione dell’Acaia, mentre, per la leggenda, fu Eracle a fondare la città sulle sponde del torrente Esaro, perché lì aveva fatto seppellire, con una solenne cerimonia, l’amico Kroton che aveva ucciso per errore. E Kroton fu il nome che diede alla città nascente. Crotone è adagiata sulla costa del Mar Jonio e di essa colpiscono il bel lungomare, con le sue acque pulite e le sue ampie e attrezzate spiagge sabbiose proprio di fianco alla città, i palazzi ed il centro storico, il castello con la piazza d’armi ed i cannoni affacciati sul mare azzurro, le piazze ed il mercato, con i banchi del pesce, tonno, spatola, spada, con i secchi di metallo colmi di piccantissima ‘nduja, frutta e verdura maturate dal sole, trecce di agli e delle famose cipolle di Tropea, mazzi e sacchetti di origano profumato e peperoncino a profusione.

Al ritorno da Crotone, ma sempre in terra di Calabria ionica, dopo gustosi piatti di pesce mangiati sulla costa e di carne e di porcini in un passaggio in Sila, chiedo all’amica che mi ospita il piacere di fare, per cena, una sera tardi, uno dei miei piatti preferiti, la pasta al tonno. In fondo sono una ragazza semplice. E lei, che dice di non saper cucinare ma io so che non è così, prepara dei fusilli squisiti, splendidamente in versione calabrese: con l’ottimo tonno che si inscatola da queste parti, con i pomodorini freschi ben rosolati nell’olio extravergine di oliva locale, l’origano che cresce a qualche metro dalla casa e l’immancabile peperoncino. Per me, una vera delizia. Ma la sorpresa non è solo questa. In frigo c’è una piccola selezione di vini ed insieme scegliamo di aprire il Critone. Bella fresca, la bottiglia “sudata” di temperatura perfetta per la metà di agosto, il Critone Val di Neto, Bianco Igt dei Fratelli Librandi è un must di queste parti, 90% Chardonnay e 10% Sauvignon.

Critone, sempre per restare in tema di Greci, era il razionale discepolo e amico del grande filosofo greco Socrate. Apriamo la bottiglia: colore giallo paglierino con riflessi verdolini ma non mancano pagliuzze dorate, cristallino. Al naso si presenta intenso e di discreta complessità: subito floreale di mughetto, poi ginestra e mimosa; frutta a polpa gialla, pesca, un po’ meno banana e ananas. Seguono sentori vegetali di origano ed erba tagliata, macchia mediterranea e una presenza di mineralità. L’assaggio appare subito coerente con i profumi, abbastanza morbido, fresco, sapido, di linea “pulita”, forse la chiave di lettura di questo vino. L’abbinamento con i nostri fusilli al tonno risulta gradevole perché la freschezza e la sapidità del vino armonizzano con la tendenza dolce della pasta e con il sugo abbastanza ricco e succulento del tonno con i pomodorini e generoso di olio rosso, mentre la discreta persistenza olfattiva del vino riesce a sostenere l’aromaticità apportata dall’origano che, essendo secco e aggiunto in minima quantità, non eccede e dunque non sovrasta in intensità. A volte basta poco per stare bene: una sera d’inizio settembre, un piatto semplice, un vino del territorio, semplice anche lui, dove “semplice” significa solo cose belle, in questo caso buone. 

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