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VINODENTRO

Franco M. Ricci
Dal n.115 di
Fotografia

Vinodentro è Cinema. Quello vero. Un film che esce in 70 Sale Cinematografiche italiane in questi giorni.

Vinodentro ha la sua storia, quella di Giovanni Cuttin il più importante e stimato wine writer italiano, caporedattore di BIBENDA, il mensile più prestigioso del settore.

La sua vita si dipana di successo in successo, tra degustazioni pubbliche, convegni e presentazioni del suo libro autobiografico, Vinodentro, fino all'incontro con una misteriosa, bellissima donna che lo attira in un vortice senza uscita. Tra un enigmatico passato che riaffiora, vini eccellenti e situazioni in bilico tra noir e commedia arriva prima o poi l'inevitabile conto da pagare.

Questa in estrema sintesi la trama del primo film italiano sul mondo del vino, film che BIBENDA ha sposato sin dall'inizio, offrendo la propria collaborazione tecnica assolutamente in linea con il titolo della Guida 2014: Ti Amo Italia.

La Regia è di Ferdinando Vicentini Orgnani. Ferdinando è cresciuto in Friuli Venezia Giulia nel vigneto della sua famiglia che produce vino dal 1946. Gli attori sono Vincenzo Amato, Giovanna Mezzogiorno, Lambert Wilson, Gioele Dix, Pietro Sermonti, Daniela Virgilio. Musiche originali di Paolo Fresu.

Il film sorprende e diverte per le vicende umane che racconta, con stile elegante e curato, come lo è tutta la ritualità legata al mondo del vino, sicuramente potrà raccontare al pubblico qualcosa di nuovo su un prodotto di consumo quotidiano per milioni di persone, svelandone il fascino e la mitologia, lontano dagli stereotipi e dalle imprecisioni nei quali il cinema è spesso incappato avvicinandosi a questo tema.

Amici lettori, proprio in questa occasione, mentre con il Regista organizziamo alcune presentazioni con la stampa e pubblico specializzato, pensavo a Piazza Zama. Là dove incontrai la prima Sede di Sommelier nel 1983, i suoi 250 iscritti, le rare attività e i Corsi che vi si svolgevano. Un incontro fatale, allo stesso tempo goliardico. Una vita che mi mostrava un altro senso, sicuramente di appartenenza, ma diverso da quello di Scout o del Calcio che mi aveva “acchiappato” da ragazzino.

Penso ad oggi, a quel senso della vita che ha trasformato i sogni in realtà, con gli stessi amici, divenuti oggi più di ottomila, e con i quali condivido il piacere dell’appartenenza alla stessa organizzazione. Sembra proprio che lo spazio di tempo sia riuscito a traghettare quei primi passi nella grandezza di un sogno realizzato.

Eppure è certo che siamo stati gli artefici di un cambiamento fondamentale che la storia del vino italiano ha fatto suo: la trasformazione delle associazioni di settore da corporativistiche a culturali, l’elevazione della professionalità nell’insegnamento del Vino e la sua comunicazione efficace e di qualità. Fino alla caduta dei fasti romani del Novello e del Bianchetto.

Poi la Fondazione, con lo Stato Italiano che riconosce ufficialmente che il Vino è Arte e Cultura e a conferma le assegna il 5 per mille.

La Fondazione Italiana Sommelier viene chiamata a realizzare un’elegante cassa di Vino: sarà l’omaggio del Presidente del Consiglio dei Ministri ai Capi di Stato Ospiti del nostro Paese e dono da offrire quando è il Premier ad andare in visita nei loro Paesi. Il Vino diventa così Arte da donare.

La Fondazione si occupa anche di realizzare con il proprio logo la Carta dei Vini destinata ai Pranzi di Stato presso la Residenza di Palazzo Chigi.

E ancora, la Fondazione è partner di Alitalia nella realizzazione, anche qui con il proprio logo, delle Carte dei Vini di Volo della Magnifica, carte che per qualità hanno vinto numerosi premi mondiali. Inoltre, anche la preparazione didattica alla degustazione e al servizio del vino a tutti i Capi Cabina della Compagnia è a cura della Fondazione che assegna loro l'attestato di formazione.

Insomma, i pensieri volano sul serio. E così distratti non si fermano sul quotidiano, pure altrettanto importante: l'Executive Master, il Corso di Sommelier, mille temi per degustare il Vino e l'Olio e tanto, tanto di più.

Non so se siamo andati di corsa oppure abbiamo ponderato man mano le cose da fare. Di fatto, sono passati 26 anni da quando, dopo Piazza Zama, iniziammo a pensarci su e mi sembra proprio coerente e sensato essere oggi qui a VINODENTRO.

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