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Château Kefraya, quando il vino viene dal Libano

Salvatore Marsillo
Dal n.105 di
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Per millenni il Libano è stato il crocevia di civiltà differenti a partire dalla fenicia a cui si sono succedute quella cananea, egizia, assiro-babilonese, persiana, ellenistica, romana, bizantina e infine araba. Attualmente ospita ben diciotto confessioni religiose, ciascuna con una propria identità, e di conseguenza offre un panorama culturale quanto mai ricco e stratificato. Ma questo paese, non dimentichiamolo, è anche stato culla del vino grazie alla vicinanza con la Colchide, la mitologica terra del Vello d’oro, l’attuale Georgia, dove le prime tracce di vino risalgono a 7.000 anni a.C. La regione libanese storicamente votata alla coltivazione della vite è la Valle della Bekaa; già nel I secolo a.C., quando il Libano era stato conquistato dai Romani, questa valle, delimitata dalle catene montuose del Libano, a ovest, e dell’Antilibano, a est, serviva come una fonte di grano per la vicina provincia romana della Siria. Oggi la valle rappresenta il 40% della terra coltivabile del Libano; a nord è utilizzata soprattutto per la pastorizia esercitata dalle tribù nomadi; a sud si sviluppano fiorenti colture di mais, grano, cotone, frutteti e vigne. Il microclima dell’area della Bekaa è straordinariamente vocato alla viticoltura di qualità: le temperature non superano mai i 25 gradi e si registra una quasi totale assenza di pioggia durante il periodo vegetativo della vite; sono le nevi che si sciolgono dalle vicine montagne a consentire l’idratazione costante del terreno.

Le aziende vinicole principali sono situate nelle zone di Zhale e di Chtaura. Château Kefraya è stato fondato nel 1946 circa 20 km a sud della città di Chtaura; la proprietà vanta 300 ettari di vigneto distribuiti tra i 950 e i 1100 metri sopra il livello del mare. I filari poggiano su terreni calcareo-argillosi e sono situati su terrazzamenti oppure su forti pendenze che evitano la stagnazione dell’acqua; l’esposizione delle vigne inoltre garantisce luce e irraggiamento costanti. I vitigni impiantati sono tutti di origine francese; tra le varietà rosse troviamo il Cabernet Sauvignon, la Grenache, il Mourvédre, il Carignan, il Cinsault e il Syrah, tra le varietà bianche le più usate sono l'Ugni Blanc, la Clairette, la Bourboulenc, il Sauvignon Blanc e lo Chardonnay. Per decenni le uve sono state vendute ad altri produttori di vino della regione e solo nel 1978 è stata costruita la cantina e avviata la produzione dei primi vini col marchio della casa.

Un esempio lampante della qualità espressa da questa azienda lo offre il rosso Château Kefraya che nasce da uve Cabernet Sauvignon 35%, Mourvédre 27%, Carignan 17%, Cinsault 11% e Syrah 10%. Le diverse varietà sono vendemmiate manualmente e vinificate separatamente utilizzando lieviti autoctoni. I vini sono assemblati dopo la malolattica e si affinano per 16 mesi per il 90% in container di acciaio e di cemento, per la parte restante in barrique francesi. Una volta imbottigliati sono sottoposti a un’ulteriore rifinitura di un anno prima dell’immissione sul mercato. Nell’annata 2007 lo Château Kefraya sfoggia un vivido rosso granato con riflessi rubino ancora evidenti; intenso l’olfatto intessuto di bacche a buccia scura (cassis, prugne e more di gelso), corredate da un soffio floreale di peonie, ciclamini e rose selvatiche. In scia affiora una nota vanigliata e speziata lasciata in eredità dal legno. Nel palato appare equilibrato e di ottima struttura; il sorso è tornito da tannini rotondi e consistente acidità e si dilunga nel finale su frutti di bosco macerati nell’alcol.

Château Kefraya
West Bekaa, Libano
Tel. 00 961 8 645333
www.chateaukefraya.com
admin@chateaukefraya.com

 

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