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Château Pichon-Longueville

Roberto Greco
Dal n.104 di
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Abbiamo degustato un po’ di tempo fa alcune vecchie annate, 1977 e 1980, dello Château Longueville au Baron de Pichon-Longueville, millesimi non proprio felici per Bordeaux, poiché i vini si sono presentati decisamente solidi, tannici e senza particolari eccezioni. Recentemente, invece, abbiamo riscoperto un’altra annata, la 1994, una vendemmia considerata da una buona parte degli esperti un millesimo di media qualità, soprattutto per la zona di Paulliac. In vigna fu un anno abbastanza complicato, caratterizzato dalla precocità delle piante, per effetto di un inverno abbastanza mite. La primavera, invece, fu distinta da mesi piuttosto freddi e umidi, che rallentarono non di poco la vegetazione. L’estate calda e piovosa, con qualche temporale, non raddrizzò una vendemmia che alla fine fu particolarmente difficile. Questo 1994, invece, dopo vent’anni dalla vendemmia ha riportato, secondo il nostro giudizio, un po’ di merito a chi allora ha gestito il complicato lavoro in cantina.

In quel momento Château Pichon-Longueville, era già stato rilevato da Jean-Michel Cazes dello Château Lynch-Bages e dal gruppo assicurativo Axa Millésimes e ricominciava a realizzare vini di un certo livello dopo che la produzione, per un ventennio, era stata quasi trascurata del tutto.

La storia dello Château, uno dei più importanti castelli di Francia, è abbastanza articolata. Tutto inizia alla fine del XVI secolo quando Jacques de Pichon-Longueville, sposa Thérèse de Rauzan, proprietaria di alcuni appezzamenti di vigneto a Pauillac. La vicinanza con Château Latour, con cui avvennero importanti scambi di parcelle di vigneto, fu vitale per il futuro della cantina. Già solo dopo pochi anni i vini furono riconosciuti per la singolare eleganza e per la qualità tannica. Nel 1855, nella Classificazione dei vini di Bordeaux, il vino di Château Pichon-Longueville venne annoverato nel raggruppamento dei Deuxièmes crus Classés. Da lì a poco, il feudo venne suddiviso in due sezioni: una parte, 75 ettari, divenne Château Pichon-Longueville Comtesse de Lalande, tenuta oggi di proprietà della Maison de Champagne Roederer. L’altra parte di vigneto, 73 ettari, divenuto Château Pichon-Longueville Baron, è gestito al momento da Christian Seely, manager director di Axa.

Château Pichon-Longueville Baron millesimo 1994 è un assemblaggio tra un Cabernet Sauvignon 60%, Merlot 35%, Cabernet Franc 5%. Colore granato intenso, luminoso e di grande concentrazione. Al naso rivela sentori raffinati ed eterei, di humus e cenni ferrosi, accompagnati da nette sensazioni vegetali di felce ed un maestoso bouquet di rosa canina e viole appassite. lentamente si scopre con gentili note speziate, grafite, liquirizia e tabacco scuro. La bocca piena ed avvolgente, è dotata di una massa estrattiva piuttosto imponente e di una trama tannica determinata, austera, a confermare il carattere deciso ed elegante di Pauillac. Il finale è nobilitato da una vitale scia di freschezza e da una raffinata sapidità minerale. La vinificazione avviene in vasche di acciaio con macerazioni che vanno dai 20 a 30 giorni, fermentazione in tini e botti di 15 giorni. La fermentazione malolattica avviene in vasca, dopo di che il vino viene trasferito in barrique di rovere francese per un massimo di 18 mesi, con travasi ogni tre mesi. Accompagna bene piatti tipici come un entrecôte à la bordelaise o un coq au vin.

Château Pichon-Longueville Baron 
D2, 33250 Pauillac
Tel. 0033 (5) 56731717
www.pichonlongueville.com
contact@pichonlongueville.com

 

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