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Il Rosso dell’Abazia

Roberto Greco
Dal n.101 di
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Condividere una cena o ad una degustazione con Francesco Serafini di Serafini & Vidotto, è sempre un piacere, anche perché non si scorda facilmente. Da un po’ di anni è consuetudine incontralo alla cena della consegna dei Cinque Grappoli della Guida Bibenda. È dal 1988 che questo personaggio estroso, intelligente e di grandi vedute, crea grandi vini, tra i più poderosi ed espressivi del territorio trevigiano. Vignaiolo, enologo e comunicatore di professione, è l’artefice del costante successo del suo taglio bordolese in terra veneta Il Rosso dell’Abazia, un assemblaggio tra Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, che si fregia della Doc Montello e Colli Asolani Rosso. Una sfida nata nel 1986, in collaborazione con il suo socio ed enologo Antonello Vidotto, in un territorio dove prevale la produzione del Prosecco. Siamo a Nervesa della Battaglia, a Nord Ovest di Treviso, su un altipiano formato da colline di origine morenica, un conglomerato di suoli composti da argille ferrettizzate, ricchi quindi di ossidi di ferro, che conferiscono ai vini un caratteristico colore rosso vivo e un ph fortemente acido, zone complesse dove la coltivazione della vite la devi saper gestire bene. È solito sentirlo dichiarare, anche provocatoriamente, che “nessun vitigno della sua zona può essere definito autoctono perché nessuno di tutti quelli presenti è nato in Italia”. Venticinque ettari di vigneto, di cui cinque in affitto, su cui sono messe a dimora, oltre alle tre varietà già citate per il Rosso dell’Abazia, ceppi di Pinot Nero, Chardonnay, Sauvignon, Glera e il Recantina, un antico vitigno a bacca rossa, forse l’unico autoctono riscoperto da poco. Sin dal principio la produzione si è indirizzata verso tecniche a basso impatto ambientale, come dei glucomati, fertilizzanti più eco-compatibile rispetto agli agro-farmaci, utilizzati in piccole dosi, per combattere i parassiti della pianta.

Il nome dell’etichetta Il Rosso dell’Abazia, deriva dalla presenza in prossimità dei vigneti delle rovine dell’Abazia di Sant’Eustachio, un antico monastero benedettino edificato nell’XI secolo. Il millesimo 2010 è di colore rosso rubino compatto, luminoso, di grande concentrazione. L’incipit olfattivo è caratterizzato da sensazioni floreali intense di rose e viole, accompagnate da note scure di marasche e more, poi sottobosco, erbe aromatiche, alloro, soffi balsamici ed eleganti note terziarie ancora in divenire di cuoio e tabacco. Il palato pieno ed appagante, è sorretto da una corpo solido e ben strutturato, perfettamente equilibrato nel vigore alcolico e nella freschezza. Lungo nella persistenza, impreziosito nel finale da una decisa sapidità. Accompagna un cosciotto di maialino croccante con salsa alle mele o ad un’anatra caramellata al curry con pomodorini al forno.



Serafini & Vidotto
Via L. Carrer, 8 
31040 Nervesa della Battaglia (TV)
Tel. 0422 773281 
www.serafinividotto.it 
serafinievidotto@serafinievidotto.com

*L’uovo-biscotto dell’immagine al lato è opera della Cake Designer Claudia Deb

 

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