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Arnad-Montjovet

Salvatore Marsillo
Dal n.93 di
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La Kiuva è una piccola cooperativa della Valle d’Aosta fondata nel 1975, il cui quartiere generale si trova a Pied de Ville, una frazione del comune di Arnad. Attualmente la cooperativa raggruppa 60 soci che controllano 15 ettari di vigneto, localizzati tra i 380 e i 500 metri di altezza nella Bassa Valle della Dora Baltea, in piena sottozona Arnad-Montjovet, e conferiscono un totale di 1000 quintali di uva. A questa cantina si può ascrivere il doppio merito di aver recuperato vigneti in stato di semi-abbandono e di aver valorizzato i vitigni locali a rischio di estinzione, soprattutto a bacca rossa quali Cornalin, Fumin, Gros Vien, Mayolet, Ner d’Ala e Neyret, che si affiancano alle varietà importate (Chardonnay, Müller Thurgau, Pinot Gris e Merlot). Da un plafond ampelografico così variegato discende una linea di etichette completamente improntata alla territorialità, anche se le più convincenti, o per lo meno le più intriganti, ci sembrano essere quelle a base di varietà autoctone come l’Arnad-Montjovet Supérieur. Ricavato da vigneti a bassa resa per ettaro, dimorati su terreni sabbiosi a reazione alcalina, questo rosso dalle spalle larghe e dalla lunga prospettiva di evoluzione è composto per il 70% da Nebbiolo (che localmente è chiamato Picotendro) mentre nella restante parte confluiscono Cornalin, Fumin, Gros Vien e Neyret.

Abbiamo provato l’annata 2007: superato l’impatto con un’etichetta non proprio “appealing”, dalle linee e dai colori molto Anni Settanta, ci troviamo davanti a un vino dal colore schietto, di un bel rosso pompeiano trasparente con riflessi mattonati. Il naso, oltre ai frutti e agli umori del sottobosco, regala sensazioni di spezie scure, legni nobili e sbuffi balsamici. Approccio palatale saporoso e di decisa vigoria - notevole la dorsale tannica - in cui plasticità e compattezza coabitano con un’anima fresca e minerale. Di buona durata la persistenza giocata su ricordi di neroli, di liquirizia e di rovere dove il vino ha trascorso 12 mesi prima di un ulteriore affinamento di 6 mesi in bottiglia. Con un esemplare di tale muscolarità è quasi consequenziale l’abbinamento con tome stagionate erborinate e aromatizzate e con i piatti a base di cacciagione dei monti valdostani come il civet di cervo o di capriolo, lo spezzatino di montone su letto di cavolo verza o gli arrosti steccati al Lard d'Arnad, ricavato dalla spalla del maiale e Dop dal 1996.

Cooperativa La Kiuva
Fraz. Pied de Ville, 42
11020 Arnad (AO)
Tel. 0125 966351
www.lakiuva.it
info@lakiuva.it
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