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Nostalgia di un piatto del buon ricordo

Franco M. Ricci
Dal n.85 di
Fotografia

Mettevamo i soldi da parte per un viaggio da Santini al Pescatore di Canneto sull’Oglio. Poi a Goito e da tanti altri, oggi blasonati da pubblico e critica.

Andavamo a sentirli e a goderceli per la loro qualità, per il piacere immenso di tavole e piatti indimenticabili che valevano qualunque viaggio.

Poi veniva la collezione di quel piatto kitsch che arrivava da Vietri sul Mare e che portavi via con te per un “Buon Ricordo” dei cibi della tradizione di quei luoghi magici.

Sì, ho nostalgia del Piatto del Buon Ricordo, perché quasi più nulla ci induce a uscire di casa per andarli ad assaggiare. Eppure, questa voglia può ritornare, basta avere il coraggio di fare scelte di grande qualità, Ristoranti a “molti baci” per arricchire le opportunità di un percorso gastronomico e di vino di classe, di professionalità e deontologia acclarata. Per invogliare i giovani e farli accorrere, per iniziarli alla vera cultura del cibo e del vino, per far scoprire ai più preparati nuove tavole di valore e di tradizione.

Sono certo che Ovidio Mugnai, attuale Presidente dell’Unione, sia un convinto assertore di questo cambiamento per tentare una strada nuova di comunicazione efficace della Ristorazione Italiana di Qualità.

Si tratta di cambiare le regole ed una volta cambiate trovare la disponibilità all’umiltà dei Grandi.

Non è difficile, lo spero. Perché ho tanta nostalgia di rifare un percorso disegnato da altri.

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