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Una brutta figura di una Master of Wine

Franco M. Ricci
Dal n.84 di
Fotografia

Sono stato di recente ad un Convegno a Pescara organizzato per promuovere i vini d’Abruzzo.

Molti i presenti e molti i relatori, tra i quali una signora giornalista londinese e Master of Wine. Era ospite del Consorzio Vini d’Abruzzo da tre giorni, durante i quali ha girato in lungo e in largo la regione testando vini e prodotti tipici. Ha aperto la sua relazione, in inglese e tradotta in simultanea per noi che ascoltavamo, con queste parole: “ho potuto assaggiare in questi giorni moltissimi vini, ma è stata davvero importante la scoperta del Trebbiano d’Abruzzo, un grandissimo vino. Non conoscevo proprio questo grande vino”!

Capisco che organizzare questi viaggi per giornalisti stranieri è molto importante e bene ha fatto il Consorzio ad invitarne alcuni per un tour culturale, ma altrettanto bene ha fatto anche l’ottimo Enzo Vizzari, grande giornalista di cibo e di vino, a denunciare apertamente, con stupore e rabbia, l’ignoranza della signora.

Insopportabile per il primo Paese al mondo produttore di vino assistere ad una mancanza culturale così rilevante da parte di una cosiddetta Master of Wine, ovvero figlia dell’esclusiva scuola di Londra che prevede anni di studio sul vino prima di potersi fregiare dell’ambito titolo.

Premesso che i nostri allievi dei Master Class e del BIBENDA Executive Master verrebbero a conoscenza, durante le lezione, anche del “Trebbiano dell’Uganda”, qualora ci fosse, la cosa certa, evidente in tale atteggiamento, è che i corsi sul vino realizzati in giro per il mondo qualche imperfezione la manifestano…

Il Trebbiano d’Abruzzo è un vino nobile e grande che tutti i comunicatori italiani hanno promosso nei cinque continenti e che alcune famiglie abruzzesi del vino hanno scelto come bandiera e simbolo del proprio Paese.

Aver sentito una Master of Wine, non sappiamo se promossa a pieni voti, ignorare questo vino, oltre ad essere stata una brutta figura della signora in questione ha rappresentato una gran figuraccia per la scuola di Londra.

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