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Sauvignon Blanc, Velletri vs Sancerre

Salvatore Marsillo
Dal n.77 di
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Il Sauvignon Blanc è tra i vitigni più diffusi al mondo e anche tra i più versatili; in base al territorio di produzione, al clima e alle scelte di lavorazione dà vita a vini dalle mille sfaccettature, sempre diversi e intriganti. Per puro divertissement abbiamo messo a confronto due vini a base Sauvignon, La Chatellenie di Joseph Mellot e il Follia di Piana dei Castelli, prodotti il primo a Sancerre nella Valle della Loira, la patria universalmente riconosciuta di questa varietà, e l’altro nel Lazio, a Velletri. La Chatellenie proviene dai terreni silicei che caratterizzano i dintorni di Sancerre mentre, spostandosi verso ovest, aumenta la componente argillosa che rende i vini più corposi ma senza il caratteristico aroma di “pierre à fusil” (pietra focaia) che marca inconfondibilmente le etichette più acclamate della regione. Lavorato per intero in acciaio e affinato sui lieviti fino all’imbottigliamento, nell’annata 2012 denota smaglianti nuance verdoline con spiccati sentori minerali a cui si affiancano frutti acerbi, zest di lime, pompelmo, felce e cespuglio di bosso. La medesima, affilata mineralità si percepisce anche all’assaggio, ma, complice la giovane età, è la prorompente freschezza a tenere banco nel palato e a mantenere questo vino ancora lontano dal climax.

Il Follia è frutto di un progetto di Matteo Ceracchi che nel versante meridionale dei Castelli Romani, in una zona vulcanica ricchissima di ferro, quarzi e creta silicea, ha voluto creare un Sauvignon Blanc con uve raccolte tardivamente, nella prima settimana di ottobre. A dispetto di questa decisione, magari un po’ bizzarra o quanto meno irrituale, dobbiamo dargli atto di essere riuscito a riunire con grande perizia le variabili suolo-clima-uomo in un’unica, vincente sinergia. Per par condicio abbiamo preso in esame un esemplare della stessa annata; già il colore giallo solare fa intendere i profumi che andremo a percepire: le note erbacee sono senz’altro presenti ma preludono a influssi più marcati di sambuco, frutti esotici maturi e miele di tiglio che si mescolano ad ardesia e polvere di marmo. Il palato, rotondo e avvolgente, sfodera una morbidezza inconsueta per il vitigno, pur mantenendo nerbo e tensione grazie alla sapidità. Anche se la vendemmia tardiva riduce la percentuale di acidi all’interno degli acini in favore della quantità di zuccheri, il Follia si rivela bilanciato e piacevole in ogni fase della degustazione. Ci troviamo di fronte a Davide che sconfigge Golia? Non è il caso di azzardare classifiche. I terroir, silice a parte, non potrebbero essere più diversi ma, se dobbiamo seguire il cuore, ci piace parafrasare Erasmo da Rotterdam e fare l’elogio del Follia, riconoscendo al suo creatore il coraggio di una scelta fuori dai canoni dell’ortodossia enologica che ha portato a una declinazione nuova e, se vogliamo, rivoluzionaria di Sauvignon Blanc.

Joseph Mellot
Route de Ménétréol - BP 13
18300 Sancerre
Tel. +39 02 48785454
www.josephmellot.com
contact@josephmellot.com
 
Azienda Agricola Piana dei Castelli
Via di Carano 95
00049 Velletri (RM)
Tel 06 88920692
info@ceracchi.com
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