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Un’ombra di Raboso Indomabile

Salvatore Marsillo
Dal n.76 di
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Se strabuzzate gli occhi davanti a qualcuno che con tono ospitale vi offre un’ombra o un’ombretta, vuol dire che non siete mai stai in Veneto. Infatti nel dialetto locale “ombra” vuol dire “bicchiere di vino”. Questa espressione risale all’epoca della Serenissima Repubblica quando in Piazza San Marco si radunavano per il mercato le bancarelle dei rigattieri, dei panettieri e dei mercanti di spezie e di vino. Durante l’estate i vinai per mantenere fresco il loro prodotto si fermavano sotto l’ombra del campanile della piazza, spostandosi col passare delle ore insieme all’ombra proiettata per terra. Si diffuse così l’usanza di dire “andiamo all’ombra” per intendere il luogo dove si vendeva il vino; col passare del tempo la parola “ombra” divenne sinonimo di “bicchiere di vino” e, in questa accezione, ancora oggi è usata correntemente nella lingua veneta.

È facile presumere che il vino offerto in mescita fosse soprattutto a base di Raboso, il vitigno che da secoli alligna nel territorio di Venezia e di Treviso, in particolare nella Valle del Piave. Dalle prove documentali sul radicamento in zona di questa varietà - le prime risalgono all’inizio del 1600 - risulta che il Raboso era il solo vino esportato dai mercanti della Serenissima in tutta Europa e nel lontano Oriente e per questo era definito anche “vin da viajo”, vino da viaggio. Quest’uva deriverebbe il nome dall’omonimo affluente del Piave ma è più probabile che sia stata chiamata “rabosa”, ossia rabbiosa, per il temperamento esuberante, robusto e deciso; è infatti ricca di tannini e di acidità ed è molto resistente alla peronospora e alle muffe. Immaginando di trovarci in Piazza San Marco, ai piedi dell’imponente campanile, abbiamo degustato il Raboso Indomabile, un Igp del Veneto dell’azienda agricola Gianna Zoppas di Tezze di Piave, una frazione del comune di Vazzola, ottenuto da grappoli coltivati su terreni ciottolosi, magri e di natura alluvionale, lasciati surmaturare fino agli inizi di novembre.

Nell’annata 2007 è ammantato di un bel rosso rubino carico; all’olfattiva, sospesi in un’aura balsamica, si stagliano aromi di marasche, prugne, gambi di rabarbaro, humus, chiodi di garofano, pepe rosso, radice di liquirizia e pellame con mandorle tostate e tabacco alla vaniglia in dissolvenza. Nel palato si presenta addomesticato da ogni intemperanza, corposo e materico eppure non sguarnito di una certa “levitas” indotta dalla marcata acidità e da tannini decisi ma tutt’altro che aggressivi. Nel finale, piacevole e duratura, si attarda una nota fruttata. Per accompagnare l’Indomabile, oltre alle carni rosse e ai formaggi molto stagionati, risultano particolarmente sfiziosi i “cicheti”, i classici assaggini offerti nei bàcari, le antiche osterie veneziane, che comprendono il musetto (una sorta di cotechino preparato con carne di maiale macinata), i nervetti con la cipolla, la spienza (milza), i fiori di zucchine fritti e tante altre golosità.

Gianna Zoppas
Via XXV luglio 39
31028 Tezze di Piave (TV)
Tel. 0438 470044
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