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Cupinero, il Merlot con un gran “naso”

Salvatore Marsillo
Dal n.74 di
Fotografia

La casa vinicola Col di Bacche, fondata sul finire degli anni Novanta da Alberto Carnasciali e da sua moglie Franca Buzzegoli, sorge ai confini del Parco Naturale dell’Uccellina, istituito nel 1975 a tutela della flora e della fauna della Maremma grossetana. Subito dopo l’acquisto è iniziato l’impianto dei vigneti, che si estendono per 13 ha e sono posti a un’altitudine compresa tra i 150 e i 260 metri sopra il livello del mare, con una densità di 5.300 ceppi per ettaro. Prevalentemente legata al patrimonio ampelografico locale, la produzione verte su due versioni di Morellino di Scansano (il Rovente e il Col di Bacche) e sul Vermentino, rientrante nell’indicazione geografica Maremma Toscana. Ma in quasi tutte le annate la punta di diamante della cantina è rappresentata dal Cupinero, un merlot svincolato dai disciplinari della zona, sferzato da una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon. Le uve provengono da filari esposti a sud-ovest, su terreni calcarei in prevalenza sabbiosi, beneficiati dalle correnti del Mar Tirreno che dista solo 15 chilometri; vendemmiate nella prima decade di settembre, sono fermentate in serbatoi di acciaio inox. Il vino è poi elevato per un anno in barrique di rovere francese, in parte di primo passaggio, in parte usate, e, prima di essere immesso sul mercato, viene sottoposto a un affinamento di qualche mese in bottiglia.

Già soffermandosi sull’etichetta del Cupinero, abbiamo la percezione di trovarci davanti a un vino fuori dal comune. Avvolta in una tunica bianca, una figura femminile col tipico “nasone” a punta che contraddistingue l’iconografia dell’artista Gino De Dominicis e che va a sostituire completamente il volto, allarga le braccia, filiformi e adunche, in un gesto di accoglienza. Il bacino, leggermente sporgente da un lato, interrompe la fissità del tronco, conferendo un accenno di movimento all’intera immagine che così acquisisce tridimensionalità, ulteriormente accentuata dall’uso sapiente del chiaroscuro. Imprigionata in una nicchia di grigi sfumati, questa figura, se vogliamo inquietante, forse metafisica, sicuramente misteriosa, ci invita ad avvicinarci e a condividere il vino di cui sembra essere la vestale. Impossibile non rispondere all’appello.

Già durante la mescita il Cupinero, che abbiamo degustato nel millesimo 2010, riluce di un colore rubino intenso e compatto. Accostando al naso il calice, si avvertono note varietali di marasche mature e confettura di sorbole, con un tocco floreale di violette macerate. Un afflato di spezie dolci ne amplifica l’estensione olfattiva, siglata da una scia cioccolatosa e tostata. Nel palato la morbidezza e l’avvolgenza del Merlot dominano l’assaggio, corroborato da buona vigoria tannica e adeguata freschezza. Si eclissa nitido e senza fretta, rilasciando aromi boisé e di erbe officinali.

Col di Bacche
Località Cupi 
58051Magliano in Toscana (GR)
Tel. 0564 589538
www.coldibacche.com
info@coldibacche.com
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