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Château de Pressac, lo charme di Saint-Émilion

Salvatore Marsillo
Dal n.71 di
Fotografia

Arroccato su un promontorio roccioso, Saint-Émilion è un paese di appena duemila anime situato sulla riva destra del fiume Dordogna, nella regione del Libournais, la più dinamica del bordolese.

Il paese deve il nome al monaco Émilion, originario di Vannes in Bretagna, che scelse questo luogo, chiamato allora Ascumbas, per condurre il proprio apostolato. Gentile e generoso con la gente del posto, gli attribuirono diversi miracoli e in breve tempo la sua fama si diffuse oltre la Valle della Dordogna. Dal momento che molti discepoli si unirono a lui, Émilion fondò uno dei principali monasteri dell’intera regione.

Passeggiando per Saint-Émilion si ha la percezione che il tempo si sia fermato ed è bello lasciarsi stupire dalle vestigia di monumenti ed edifici che restano a baluardo di un lontano passato. Lo si potrebbe quasi definire un museo all’aria aperta, dove la Storia è onnipresente. Il monumento che cattura subito lo sguardo del visitatore è la chiesa monolitica più grande d’Europa, costruita tra il XII e il XVI secolo, ricavata da un unico blocco di roccia. Su di essa svetta la torre campanaria che con i suoi 196 gradini rappresenta il punto più alto di Saint-Émilion e offre una vista mozzafiato del paese e delle colline ammantate di vigneti che lo circondano. Grazie a questa costruzione e ad altri caratteristici monumenti, come lo Château du Roi, la chiesa Romanica che campeggia a nord del paese, il Chiostro de La Collégiale e i 200 chilometri di gallerie sotterranee, nel 1999 Saint-Èmilion è stato definito dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Ogni vicolo di questo borgo medioevale è puntellato da wine bar ed enoteche fornitissime di vini per tutti i gusti e tutte le tasche. Rispetto al distretto del Médoc è il merlot il vitigno principe del vigneto locale mentre in maniera residuale allignano il Cabernet Franc e, ancor meno, il Cabernet Sauvignon che, avendo maturazione tardiva, non si è adattato completamente al clima della zona meno influenzato dalle correnti mitigatrici dell’oceano. L’acmé della denominazione locale è espressa dalle aziende classificate Premier Grand Cru Classé categoria “A” (come lo Château Cheval Blanc e lo Château Ausone, ai quali l’anno scorso si sono uniti lo Château Angelus e lo Château Pavie) e “B”, e dagli château rientranti tra i Grand Cru Classé.

Lo Château de Pressac, localizzato a sud-est di Saint-Émilion, è stato promosso nel 2012 tra i Grand Cru Classé grazie soprattutto ai lavori di miglioramento in vigna e in cantina effettuati nell’ultimo decennio. Al top della gamma troviamo lo Château de Pressac Saint-Émilion Grand Cru Classé, frutto del seguente assemblage: Merlot 69%, Cabernet Franc 18%, Cabernet Sauvignon 9%, Malbec (Noir de Pressac) 2,5% e Carmenere 1,5%. Nella vendemmia 2010, una delle migliori degli ultimi anni, lo Château de Pressac esprime note di piccoli frutti del bosco a bacca rossa e nera, ancora freschi e croccanti per via della giovane età. Dopo il primo impatto olfattivo emerge l’anima territoriale di questo vino resa da note di sottobosco, radici umide e pungente mineralità ferrosa misti a liquirizia e sfumature balsamiche. Nel palato rivela eleganza, complessità e struttura, con tannini robusti che necessitano ancora di qualche anno per la perfetta integrazione anche se già ora sono sufficientemente smussati dalla carica alcolica che raggiunge il 14,5%. Destinato al lunghissimo invecchiamento, anche 30 anni, è elevato per un anno in barrique metà nuove, metà di secondo passaggio.

Château de Pressac
Saint-Ètienne-de-Lisse
Tel. 0033 5 57401802
www.chateaudepressac.com
contact@chateau-de-pressac.com
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