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Il Moscato di Trani

Salvatore Marsillo
Dal n.65 di
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Vino di antichissima tradizione, il Moscato di Trani già intorno al Mille era oggetto dei traffici di Venezia che con la “Dogana di Trane” aveva stipulato un accordo commerciale. Questo passito attualmente è prodotto oltre che a Trani, in 11 comuni della provincia di Barletta, in quella parte della Puglia compresa tra la Murgia e il Mare Adriatico, da Canosa fino a Bitonto. I terreni di quest’area sono prevalentemente tufaceo-marnosi e calcareo-silicei, anche profondi ma piuttosto asciutti, e rappresentano l’habitat prediletto del Moscato che invece nei terreni argillosi o alluvionali ad alto tenore idrico non si esprime al meglio.

Il disciplinare del Moscato di Trani, Doc dal 1974, prevede due versioni: una dolce con una gradazione alcolica minima di 12,5°, e una liquorosa, con l’aggiunta di mosto concentrato o di alcol vinico fino ad arrivare a un massimo di 18°, ma in realtà quest’ultima tipologia non è più prodotta dal 2005. Nel 1986 è stato istituito il Consorzio per la Valorizzazione e la Tutela del Vino Moscato di Trani che ne garantisce l’originalità e la genuinità. Tra le iniziative volte a promuovere questo vino c’è il WineBar aperto nel 2003 in collaborazione col Comune di Trani presso la sede di Fondaco dei Longobardi, che rappresenta una vetrina privilegiata per tutti i produttori del Moscato e delle altre specialità del territorio provinciale.

Tra i più espressivi della categoria abbiamo degustato il Moscato di Trani dell’azienda Rivera, situata in Contrada Rivera, una piccola frazione del comune di Andria. Qui il Moscato è allevato ad alberello sul fondo di cave di tufo abbandonate chiamate “tufare”, da cui deriva il nome, Piani di Tufara. Le uve sono vendemmiate dopo la metà di settembre; di queste solo il 20% viene riposto in cassette ad appassire. Dopo la pressatura, il mostro fermenta in acciaio per circa 15 giorni; quindi il vino affronta un periodo di maturazione in barrique di 3 mesi e una successiva sosta in vasca prima di essere imbottigliato.

Nel calice brilla di un vivido giallo oro e nel bouquet ricalca i profumi tipici del vitigno Moscato Bianco che localmente è chiamato Moscato Reale: rose gialle appassite, pesche sciroppate, albicocca disidratata, scorze di agrumi canditi e mandorle dolci su sfondo di erbe aromatiche e note iodate. Un refolo finale di zafferano nobilita e arricchisce un insieme olfattivo già molto rigoglioso. Nel palato fluisce denso, morbido e complesso, appagante nella dolcezza ma sferzato al tempo stesso da una pungente acidità, perfetto per essere abbinato con i dolci pugliesi a base di mandorle o con le classiche cartellate ripassate nel miele o nel vino cotto.

 

Rivera
S.P. 231 Km 60,500
Contrada Rivera 
76123 Andria (BT)
Tel. 0883 569510
www.rivera.it
info@rivera.it
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