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Manfredi 2011, un bianco dal Vulture

Salvatore Marsillo
Dal n.59 di
Fotografia

Quando si pensa ai vini della Basilicata, la prima immagine che viene in mente è quella del monte Vulture, vulcano inattivo già in epoche protostoriche, e dell’altopiano circostante tappezzati dai filari di Aglianico, che proprio in queste zone raggiunge risultati universalmente apprezzati; eppure la regione lucana in appena undicimila chilometri quadrati offre una tale varietà di ambienti e di terroir da poter ospitare con altrettanto successo molti altri vitigni, anche a bacca bianca, come la Malvasia di Basilicata, il Moscato, il Manzoni Bianco, il Fiano, lo Chardonnay e, in misura più ridotta, il Müller Thurgau e il Traminer aromatico.

Dal blend di queste ultime due varietà nasce il Manfredi Bianco della cantina Terre degli Svevi, frutto di un vigneto di 20 ettari che risiede su terreno lavico - un impasto di argilla, calcio, azoto e tufo - a Pian di Camera, una frazione del comune di Venosa, in provincia di Potenza.

Il millesimo 2011 di questa etichetta ha risentito positivamente dell’andamento climatico dell’annata che ha visto un’estate torrida succedere a una primavera fredda e piovosa per cui le vigne hanno potuto attingere alle riserve idriche accumulate nei mesi precedenti. La vendemmia soleggiata e senza piogge infine ha permesso ai grappoli di Müller Thurgau e di Traminer di raggiungere un elevato grado zuccherino. Le uve sono state raccolte nella prima decade di settembre e lasciate macerare a freddo sulle bucce per 24 ore; a fermentazione svolta, il vino è rimasto per quasi 2 mesi sur lie in contenitori di acciaio.

Il Manfredi Bianco sprizza eleganza sotto ogni aspetto, a partire dalla bottiglia di vetro trasparente su cui campeggia solamente il logo dell’azienda. Nel calice brilla di un paglierino molto luminoso, screziato da venature verdoline. Al naso è un susseguirsi di note varietali, inaugurate da zagare, rose in boccio, percoche e nespole mature a cui si accodano salvia, un accenno di cannella e una nota mineralissima. Nel palato, solleticato da un residuo di carbonica, si intrecciano un percettibile residuo zuccherino, una spiccata sapidità e un’acidità appena sottotono. Mentre svanisce, sulla scia degli ultimi, suadenti rintocchi aromatici, ci lascia l’impressione di un vino raffinato ed esuberante al tempo stesso che riesce a combinare il temperamento nordico dei vitigni con le caratteristiche tipiche dei grappoli maturati al sole del Sud.

 

Cantina Terre degli Svevi
Località Pian di Camera
85029 Venosa (PZ)
Tel. 0972 31263
www.cantineremanfredi.com
terredeglisvevi@giv.it
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