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Terre de’ Trinci, l’anima antica del Sagrantino

Salvatore Marsillo
Dal n.56 di
Fotografia

Un’enclave nel cuore della Valle Umbra, posta alla confluenza dei fiumi Menotre e Topino, circondata dai monti dell’Appennino centrale e da colline dai morbidi pendii… è questa la magia del territorio di Foligno in cui il Sagrantino ha trovato l’habitat ideale per esprimere al meglio le proprie caratteristiche. Tra le aziende che si sono rese protagoniste della riscoperta e del “Rinascimento” di questo vitigno - e contestualmente di tutto il comparto vitivinicolo umbro - spicca Terre de’ Trinci. Il patron della cantina, Lodovico Mattoni, dall’alto della sua esperienza nel settore enologico, essendo stato Presidente del Consorzio per la tutela dei Vini Montefalco, oltre che socio fondatore della Confraternita del Sagrantino e membro del Comitato Tecnico Vitivinicolo Nazionale, ricorda con orgoglio che la sua azienda è stata tra le prime, all’inizio degli anni Settanta, a vinificare il Sagrantino in versione secca, gettando così le fondamenta della gloriosa storia che avrebbe vissuto da lì in poi.

Della vasta gamma proposta da Terre de’ Trinci, che comprende anche bianchi interessanti a base di Grechetto, una riserva di Sagrantino chiamata “Ugolino” e grappe, ci siamo focalizzati sul Sagrantino di Montefalco “base”, vendemmia 2005. Ed è stata una vera sorpresa!

All’impatto visivo il Sagrantino brilla ancora di un giovanile color rubino, molto intenso e compatto per via della prolungata macerazione sulle bucce in fase di vinificazione. Il bouquet inebria il naso con uno spettro aromatico di portentosa ampiezza: pot pourri di fiori secchi, gelatina di more, timo, umori silvestri (foglie secche, funghi e tuberi), pepe di cayenna, carruba, mallo di noce e cioccolato fondente si rincorrono in chiara successione e sono sigillati da una scia di soffi resinosi e boisé. Dopo un approccio iniziale austero, con l’ossigenazione scatena tutte le proprie potenzialità gustative in un connubio equilibrato di tannini compatti e soffusa alcolicità. Refoli tostati, ricordo discreto dei 12 mesi trascorsi tra barrique e tonneau, chiudono l’esperienza palatale e ci lasciano la certezza che questo rosso si manterrà al top ancora per diversi anni. Per l’abbinamento il ricorso alle specialità fulginesi è un must, soprattutto se si tratta dei Palombacci (colombi) in tegame, conditi con salvia, rosmarino, chiodi di garofano, buccia di limone e aceto, oppure dei Budellacci affumicati, le interiora del maiale lavate, salate, insaporite con semi di finocchietto selvatico e pepe e stagionate al fumo di legna aromatica, che generalmente sono preparate alla griglia.

Cantina Terre de’ Trinci
Via Fiamenga, 57
06034 Foligno (PG)
Tel. 0742 320165
www.terredetrinci.com
cantina@terredetrinci.com
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