 Inizia per BIBENDA il quinto anno. Pochi, se riferiti al tempo. Tanti, se riferiti al lavoro, al meticoloso lavoro svolto: 19 numeri per chi li ha tenuti tutti conservati nella propria libreria. E belli a vedersi. Per il successo ottenuto il giornale desidera ringraziare i suoi lettori organizzando, anche quest’anno a Marzo, il Bibenda Day, nel mese della sua nascita. Per farli accorrere, questi impagabili lettori, con il loro entusiasmo da ogni parte d’Italia e del mondo (i dettagli in terza di copertina). All’inizio di un anno che gli esperti non prevedono tutto rosa, abbiamo voluto farci un regalo. È vero che sembrano più belli i sogni quando restano desideri. Ma le incertezze, le troppe incertezze, non lasciano la possibilità di costruire alcunché. Nemmeno l’amore. E allora ci siamo fatti un regalo piccolo piccolo: qualche speranza. La speranza che alcuni protagonisti della comunicazione - in televisione, nei forum, sui giornali, nelle dichiarazioni ministeriali… - facciano maggiore attenzione a non dire in pubblico stupidità e corbellerie. Solo così avremo la sensazione di limitare i sintomi dell’ignoranza e avremo dato il via a un piccolo tam-tam culturale, magari anche attraverso i nostri lettori. La speranza di abbattere quelli che con il Made in Italy si riempiono la bocca e che per sconfiggere lo straniero pensano che la sola tattica possibile sia quella di raccontare frescacce come quelle che lo spumante italiano è migliore dello Champagne e che le uova di lompo sono migliori del caviale. La speranza di eliminare definitivamente la censura dalle etichette delle bottiglie di vino in tv. La speranza che abbiano fine gli stupidi spot e gli slogan che si basano sull’ignoranza del consumatore, in cui facce da imbecilli che interpretano quelli che dovrebbero essere dei consumatori trendy, ci vogliono far credere che il vino in bric è buono e che magari è pure “morbido e fruttato”! La speranza che sia abolita la flûte! È brutta, fa male al naso ed è un bicchiere inutile. La speranza di poter dare il via a una vera e propria campagna contro il concetto di qualità delle Denominazioni d’Origine. Quanti sogni, quanti altri piccoli sogni potranno suggerirci i nostri lettori per questo 2006? Sicuramente molti. Diteci il vostro: vi aiuteremo a sognare. E anche se ci hanno insegnato che la guerra all’imbecillità è la più difficile e ardua da combattere, proviamoci. Con tutto l’amore possibile, per capirci sempre di più. |